Fino a qualche anno fa, parlare di educazione parentale sembrava qualcosa di riservato a poche famiglie Oggi non è più così. Sempre più genitori, anche a Pavia e nei comuni vicini, si stanno facendo una domanda molto semplice:
“Esiste un modo diverso di educare i nostri figli?”
Non perché la scuola tradizionale sia necessariamente sbagliata, ma perché ogni bambino è diverso e ogni famiglia ha una propria idea di educazione.
L’educazione parentale nasce proprio da questa libertà.
Educare è un diritto, ma soprattutto una responsabilità
La legge italiana riconosce ai genitori il diritto e il dovere di educare i propri figli. Molte persone pensano che l’istruzione appartenga esclusivamente alla scuola. In realtà è esattamente il contrario: la scuola è uno strumento che le famiglie possono scegliere, ma i primi responsabili dell’educazione rimangono sempre i genitori. L’educazione parentale parte da questa consapevolezza. Non significa fare scuola in salotto o trasformare mamma e papà in insegnanti a tempo pieno. Significa scegliere di essere protagonisti del percorso educativo dei propri figli, costruendo un
ambiente che rispecchi i valori della famiglia e i bisogni del bambino.
Ogni bambino è diverso. Perché dovrebbero imparare tutti allo stesso modo?
C’è chi impara osservando.
Chi ha bisogno di muoversi.
Chi ama leggere.
Chi comprende le cose costruendole con le proprie mani.
Chi ha bisogno di più tempo.
Chi, invece, corre velocissimo.
Eppure spesso chiediamo a tutti di seguire lo stesso programma, negli stessi tempi e con le stesse modalità.
L’educazione parentale nasce da un’idea diversa.
Non è il bambino che deve adattarsi al percorso.
È il percorso che si adatta al bambino.
Quando si rispettano i suoi tempi e la sua curiosità, imparare torna a essere qualcosa di naturale.
Non si studia solo sui libri
Chi immagina l’educazione parentale pensa spesso a un tavolo, qualche libro e molte lezioni.
La realtà è molto diversa.
Si impara cucinando.
Si impara coltivando un orto.
Si impara visitando un museo.
Si impara facendo una passeggiata nel bosco.
Si impara preparando il pane, osservando gli animali, costruendo una casetta per gli uccelli o
organizzando un piccolo mercatino.
La vita stessa diventa scuola.
Perché tutto può trasformarsi in un’occasione di apprendimento.
E la socializzazione?
È probabilmente la domanda che ci viene rivolta più spesso.
La risposta è semplice.
La socializzazione non consiste nello stare con trenta bambini della stessa età per molte ore al giorno.
La vera socializzazione consiste nell’imparare a vivere con gli altri.
Nell’educazione parentale i bambini partecipano a laboratori, attività sportive, uscite, gruppi di famiglie, esperienze nella natura e progetti condivisi.
Incontrano bambini di età diverse, adulti con competenze differenti e imparano a relazionarsi in contesti molto simili a quelli che troveranno nella vita.
Perché nasce Santa Tecla
Santa Tecla è nata proprio per sostenere le famiglie che desiderano intraprendere questo percorso.
Molti genitori condividono i valori dell’educazione parentale, ma si sentono soli.
Si chiedono come organizzarsi, come trovare altre famiglie, come offrire ai propri figli occasioni di socializzazione e attività educative di qualità.
È una preoccupazione comprensibile.
Per secoli le famiglie hanno educato i figli all’interno di una comunità fatta di nonni, zii, vicini e amici.
Oggi questa rete, molto spesso, non esiste più.
Le famiglie vivono lontane dai parenti, i ritmi sono frenetici e capita di sentirsi soli proprio nel momento in cui si avrebbe più bisogno di aiuto.
Santa Tecla nasce anche per questo.
Per ricreare quella comunità.
Non una scuola, ma una comunità di famiglie
Noi non vogliamo semplicemente offrire un servizio educativo.
Desideriamo costruire una comunità nella quale le famiglie possano conoscersi, sostenersi e crescere insieme.
Una comunità in cui i bambini trovino amici con cui condividere esperienze, ma anche adulti che li conoscano, li incoraggino e collaborino con i loro genitori.
Una comunità dove nessuno si senta solo.
Perché educare è troppo importante per essere affrontato da una famiglia isolata.
Un luogo dove imparare davvero
A Santa Tecla i bambini imparano attraverso la vita quotidiana.
Lavorano nell’orto.
Preparano il pane.
Si prendono cura degli animali.
Corrono nei prati.
Costruiscono, osservano, fanno domande e sperimentano.
Non perché vogliamo riempire le loro giornate di attività.
Ma perché sappiamo che è così che si sviluppano autonomia, responsabilità, creatività, spirito di
osservazione e fiducia in sé stessi.
Le conoscenze arriveranno.
Ma saranno costruite su fondamenta solide.
Una scelta di libertà
Scegliere l’educazione parentale non significa rifiutare la scuola.
Significa esercitare una libertà che la legge riconosce alle famiglie e assumersi con responsabilità il compito di educare i propri figli.
Ogni famiglia troverà il proprio modo di vivere questa scelta.
Alcune organizzeranno tutto autonomamente.
Altre cercheranno una comunità educativa che le accompagni.
Noi abbiamo creato Santa Tecla proprio per queste famiglie.
Perché crediamo che l’educazione sia troppo importante per essere standardizzata.
Ogni bambino è unico.
Ogni famiglia è unica.
E ogni percorso educativo dovrebbe poterlo essere altrettanto.