Fino a non molti anni fa serviva un intero paese per crescere un bambino.
C’erano i nonni, gli zii, i vicini di casa, i cugini. Le porte erano aperte, i bambini giocavano insieme fino a sera e ogni adulto si sentiva, in qualche modo, responsabile anche dei figli degli altri.
Una mamma non era mai davvero sola.
Se aveva bisogno di aiuto, qualcuno c’era.
Oggi, invece, molte famiglie vivono una realtà molto diversa.
I nonni abitano lontano o lavorano ancora. I vicini spesso non si conoscono nemmeno. Le giornate scorrono tra lavoro, traffico e mille impegni. Molti genitori affrontano la crescita dei figli quasi da
soli, senza quella rete di sostegno che per secoli è stata naturale.
Non è colpa di nessuno.
È semplicemente il mondo in cui viviamo.
Ed è proprio qui che nasce Santa Tecla.
Non volevamo creare solo una scuola
Quando abbiamo immaginato Santa Tecla, il nostro sogno non era aprire un nido o una scuola dell’infanzia.
Volevamo ricreare una comunità.
Un luogo dove le famiglie si conoscono, si salutano, si aiutano e costruiscono relazioni autentiche. Un luogo dove i bambini crescono circondati non soltanto da educatori preparati, ma anche da altri adulti e altre famiglie che condividono valori, responsabilità e il desiderio di offrire ai propri figli un’infanzia ricca di relazioni.
Perché crediamo che un bambino cresca meglio quando vede gli adulti collaborare.
Un bambino ha bisogno di molti adulti che gli vogliono bene
I genitori rimangono, e rimarranno sempre, i primi educatori.
Nessuno può sostituire una mamma o un papà.
Ma un bambino ha bisogno anche di altri punti di riferimento.
Ha bisogno di educatori che lo incoraggino.
Di amici con cui imparare a condividere.
Di altri genitori che lo conoscano per nome.
Di una comunità che gli faccia sentire che appartiene a qualcosa di più grande della propria casa. Quando un bambino cresce circondato da relazioni positive, sviluppa naturalmente fiducia negli altri e in sé stesso.
Anche i genitori hanno bisogno di una comunità
Spesso si pensa che la scuola serva soltanto ai bambini.
Noi crediamo che serva anche ai genitori.
Essere mamma o papà è una delle esperienze più belle della vita, ma anche una delle più impegnative.
Avere accanto altre famiglie con cui confrontarsi, condividere dubbi, gioie ed esperienze rende questo cammino molto meno solitario.
Per questo desideriamo che Santa Tecla sia un luogo di incontro.
Non un posto dove si accompagna il bambino al mattino e lo si riprende la sera.
Ma una comunità nella quale nascano amicizie, collaborazioni e legami destinati a durare nel tempo.
Educare è una responsabilità condivisa
A Santa Tecla crediamo che educare non significhi delegare.
Quando una famiglia sceglie la nostra scuola, non ci consegna semplicemente il proprio bambino.
Ci invita a camminare insieme.
Gli educatori portano la loro esperienza pedagogica.
I genitori conoscono il proprio figlio meglio di chiunque altro.
Insieme possiamo offrirgli ciò di cui ha davvero bisogno.
Per questo il dialogo con le famiglie non è un servizio aggiuntivo.
È il cuore del nostro progetto educativo.
I bambini imparano a vivere… vivendo insieme
La comunità non serve soltanto a creare un clima piacevole.
È uno straordinario strumento educativo.
Vivendo insieme agli altri, i bambini imparano spontaneamente ad aspettare, ad ascoltare, a
chiedere scusa, ad aiutare chi è in difficoltà, a condividere un gioco, a rispettare i tempi degli altri e
a risolvere piccoli conflitti.
Queste non sono semplici “abilità sociali”.
Sono le fondamenta della vita adulta.
Sono competenze che nessun libro può insegnare davvero.
Si apprendono soltanto vivendole ogni giorno.
Una comunità che cresce insieme
A Santa Tecla desideriamo che ogni famiglia si senta parte di qualcosa.
Organizziamo momenti condivisi, feste, laboratori, incontri e occasioni in cui bambini, genitori ed educatori possano conoscersi davvero.
Per noi la scuola non termina quando si chiude il cancello.
Continua nelle relazioni che nascono tra le famiglie, nell’aiuto reciproco, nelle amicizie che si costruiscono e nel senso di appartenenza che cresce con il tempo.
È questo il significato più profondo di educare in comunità.
Il nostro sogno
Viviamo in un’epoca in cui tutto sembra spingerci verso l’individualismo.
Noi sogniamo qualcosa di diverso.
Sogniamo bambini che crescano sapendo di poter contare sugli altri.
Sogniamo famiglie che non si sentano sole.
Sogniamo una scuola che assomigli a una grande famiglia allargata.
Forse non possiamo ricostruire il paese di una volta.
Ma possiamo creare un luogo dove le persone tornino a conoscersi, ad aiutarsi e a crescere insieme.
Per noi, questo è il vero significato di educare in comunità.